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Musicista, nato a Napoli nel 1965, maestro di chitarra classica diplomato al Conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Marco Cappelli nel corso della sua carriera ha spaziato dalla musica scritta a quella di improvvisazione, partecipando a numerosi progetti in campi musicali differenti tra cui quello più recente con l’Italian Surf Academy con cui reinterpreta le colonne sonore dei B-Movie Italiani.

Diviso tra New York, dove abita con la moglie e la figlia ed è Associate Professor alla Columbia University Music Performance Program, e l’Italia, dove insegna al Conservatorio “V. Bellini” di Palermo, Marco si è trovato per la prima volta a Izmir dal 3 al 10 Maggio scorso per partecipare alla Müzik Haftası (Settimana della Musica) alla Yaşar Üniversitesi dove è stato invitato a tenere workshop sull’improvvisazione.

Con l’occasione ha tenuto un concerto per la comunità Italiana lo scorso 7 maggio presso la Scuola Elementare Italiana ad Alsancak, organizzato dal Consolato d’Italia a Izmir in collaborazione con l’Associazione di amicizia Italia – Turchia, 1462 Contemporary Art Gallery e il ComItEs di Izmir.

Quando ho ricevuto l’invito a venire alla Yaşar per la Settimana della Musica, ho immediatamente scritto al Consolato d’Italia mandando il mio curriculum e dicendo che mi avrebbe fatto piacere poter tenere un concerto per la comunità Italiana. E devo dire che ho subito trovato disponibilità.” – mi ha raccontato quando l’ho incontrato a Yaşar Üniversitesi prima del workshop che avrebbe chiuso la sua esperienza in Turchia

Prima di venire ad Izmir, Marco è stato ad Istanbul dove si è esibito al Dunia Cafe Bar a Kadiköy e a tale proposito mi racconta che per lui è stata la sua primissima esperienza in Turchia.

Devo dire che ho trovato una scena molto interessante, bravi musicisti e ottimi improvvisatori. Con alcuni abbiamo parlato di progetti di collaborazione e proprio per questo, probabilmente, ritornerò il prossimo anno”.

Per il concerto alla Scuola Elementare Italiana, Marco ha scelto un reperorio di chitarra classica basata su pezzi del repertorio di Andrés Segovia.

Erano almeno vent’anni che non eseguivo il repertorio di Segovia e, sebbene rappresenti le mie origini, devo dire che lo apprezzo molto di più oggi di quanto lo apprezzassi allora. Anche perché non è un repertorio proprio facile all’ascolto”, dice accennando un sorriso, tuttavia è stato proprio grazie a Segovia che la chitarra classica è stata sdoganata e ha trovato la sua dimensione anche a livello mondiale.”

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Difficile inquadrare Marco Cappelli, anche per sè stesso. “Mi trovo in imbarazzo quando mi chiedono chi sono perché mi piace spaziare. Passo dalla classica a progetti di Jazz fusion a improvvisazione. Passo da Segovia alla reinterpretazione di Barbarella con il progetto Italian Surf Academy, dalla classica all’elettronica.”

Di sicuro, però, è un ottimo padre. Mentre stiamo parlando suona skype sul cellulare. E’ sua figlia, da New York. Si sentono ogni giorno, a seconda del fuso orario, ma sempre prima che lei esca per andare a scuola. “Tesoro, la Turchia è bellissima, ti devo portare” – gli sento dire mentre si allontana per dedicarle quel saluto mattutino.

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