Pil Turchia oltre le aspettative: nel primo trimestre +4,8%. Per l’ennesima volta i risultati superano le aspettative lasciando stupiti gli economisti. Un breve excursus sui motivi di questo risultato.

Pil Turchia 2016

Crescita oltre le aspettative per il Pil della Turchia nel primo trimestre del 2016. Secondo i dati rilasciati dal TÜIK (l’Istituto di Statistica Turco), il prodotto interno lordo del paese da Gennaio a Marzo di quest’anno ha registrato un +4,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo i 31,7 miliardi di Lire Turche. Le previsioni parlavano di un aumento del 4,5% e oggi la Turchia si pone al quarto posto per velocità di crescita dopo Cina, India e Indonesia.

Le previsioni parlavano di un aumento del 4,5% e oggi la Turchia si pone al quarto posto per velocità di crescita dopo Cina, India e Indonesia.

Un dato che ha lasciato sorpresi molti osservatori economici secondo i quali il maggior contributo a questa crescita è stato grazie ai consumi privati, per il 70%, e alla spesa statale che nell’ultimo anno è aumentata del 11% circa. Bassa, invece, l’incidenza degli investimenti privati e della domanda estera che rimangono un terreno molto problematico, secondo quanto dichiarato dall’analista di Nomura, Tim Ash, all’agenzia statale Anadolu.

il maggior contributo a questa crescita è stato grazie ai consumi privati, per il 70%

La Turchia non è nuova a queste sorprese. Dal 2014, infatti, i tassi di crescita registrati dalla Turchia hanno sempre superato le previsioni fatte dalle agenzie e dagli analisti, creando ogni volta una certa sorpresa dato l’indebolimento della valuta nei confronti del dollaro e dell’euro, e quindi una fluttuazione dei prezzi verso l’alto, e una difficoltà nell’export che incide molto nella produzione industriale.

Una situazione, questa, che rende difficile capire se questa crescita sia sostenibile nel medio e lungo periodo.

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Perché continua a crescere il PIL

Come detto, il dato disaggregato del PIL mette in evidenza che la crescita è determinata al 70% dai consumi privati.

Ma cosa spinge il consumo privato, che nel primo trimestre è aumentato del 6,9% ?

La Turchia si trova in una congiuntura che, normalmente, dovrebbe portare a una riduzione dei consumi: inflazione in aumento ( +6,58% a Maggio 2016 rispetto all’anno precedente), tasso di disoccupazione costante  all’11% circa e un tasso di partecipazione al lavoro che si attesta al 51%.

Questi dati, comunque, vengono controbilanciati da una prospettiva positiva della popolazione(leggi anche: “Economia Turchia. Indice di fiducia in crescita ma con qualche preoccupazione“); dal recente aumento dei salari minimi che da Gennaio 2016 passati a 1.300 TL dalle 1.000 TL precedenti; da una cospicua presenza di lavoro nero (32,1% a Febbraio 2016) che porta maggiore capitale circolante.

Altro fattore è il comportamento d’acquisto che predilige il consumo al risparmio. Come evidenziato dai dati sugli indici di fiducia, mediamente il Turco non prevede di risparmiare avendo la tendenza a consumare il proprio “salario”. Spesa che, spesso, va anche oltre la capacità di acquisto accedendo al credito al consumo, che ad oggi vale 379 miliardi di Lire Turche.

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Fonte: tradingeconomics.com

Inoltre, una delle ipotesi avanzate, su cui ancora non esiste una letteratura certa, è il contributo dell’immigrazione dalla Siria, Iraq e Afganistan. Secondo alcuni operatori, tra i quali Morgan Stanley e Standard&Poor, un importante contributo potrebbe essere dovuto a questo nuovo flusso. Sul fronte Siriano, inoltre, si sta registrando anche un aumento dell’imprenditoria (leggi anche “Siriani in Turchia, l’imprenditoria che dá slancio all’economia) ed è plausibile che l’incremento delle attività imprenditoriali dei profughi stia generando una nuova domanda e contribuisca all’aumento dei consumi.

Come andrà in futuro?

Se gli economisti sostengono che già nel secondo trimestre i dati potrebbero non essere così positivi, la Turchia ha dimostrato di non essere così prevedibile e di essere in grado utilizzare in modo astuto le diverse leve economiche. Tuttavia, possiamo dare alcuni elementi che potrebbero influenzare la crescita del PIL nei prossimi mesi.

1. Produzione Industriale

I dati di Aprile hanno mostrato una produzione industriale che, seppur in crescita dello 0,7% rispetto allo scorso anno, mostra segnali di debolezza. Da inizio anno, mese su mese, l’indice ha registrato un progressivo calo che, nel mese di Aprile, si è attestato a -1,1% rispetto a marzo.  In uno studio condotto nel 2014 dalla Fatih Universitesi e pubblicato su European Journal of Economic and Political Studies (“Determinants of Industrial Production in Turkey” [PDF]) si mette in evidenza come la produzione industriale della Turchia sia fortemente influenzata dall’Export e dagli Investimenti.

Produzione Industriale Turchia Aprile 2016 Fonte: turkstat.gov.tr

2. Export

Ad aprile del 2016 le esportazioni dalla Turchia sono generalmente scese del 10,2%, mentre aumentano quelle verso l’unione europea (+7,5%) e particolarmente in Germania, che è il principale paese di destinazione per un valore commerciale di 1,2 miliardi di dollari. La recente crisi con Berlino, a seguito del riconoscimento del genocidio armeno, potrebbe influenzare il commercio con il paese. A questo si deve aggiungere l’altra grande crisi, quella con la Russia, sebbene Ankara stia cercando di recuperare posizioni. Altro punto problematico è il Regno Unito, il terzo paese di destinazione delle esportazioni turche, dove la campagna per il referendum Brexit sta facendo una forte leva sulla “minaccia turca”. Negli ultimi 3 anni, la Turchia sta puntando allo sviluppo di relazioni commerciali con l’Africa e paesi medio orientali.

RankIndustryAvg Monthly Salary (TL)
#1Information & Communication4.620
#2Financial and Insurance Activities4.413
#3Social Services and Healthcare3.323
#4Real Estate Activities3.038
#5Education2.738
#6Mining & Quarring2.543
#7Culture, Art, Enterteinment and Sport2.410
#8Water Supply; Wastewater Enhancement and Management activities2.054
#9Wholesale and retail trade; repair of motor vehicles, motorcycles1.974
#10Manufactoring1.964
#11Constructions1.868
#12Logistic & Transportation1.850
#13Other Services1.816
#14Support & Administrative Services1.693
#15Food & Accomodation Services1.687

3. Inflazione

L’indice dei prezzi al consumo è strettamente collegato al tasso di inflazione e determina la variazione dei prezzi di acquisto. A Maggio 2016, TÜİK ha evidenziato una crescita annuale del 6,58% rispetto all’anno precedente che dovrebbe attestarsi, sui 12 mesi, al 7,71%. A dicembre 2015 il tasso di inflazione si era attestato all’8,81%. Gli effetti degli aumenti si sono fatti sentire particolarmente nei beni durevoli e non alimentari, dove la vendita di computer, libri e strumenti di telecomunicazioni è scesa dell’1,8% e la vendita di alimentari, bevande e tabacco è rimasta sostanzialmente invariata (0,1%).

4. Investimenti

Sempre secondo lo studio della Fatih Universitesi, un altro elemento atto a stimolare la produzione industriale sono gli investimenti. Ad oggi l’85% degli investimenti diretti esteri vengono dall’occidente, con l’europa che porta da sola il 75% del totale. Grazie a tali investimenti la Turchia ha potuto sviluppare molti dei progetti infrastrutturali e accrescere la propria posizione come paese industriale. I capitali esteri, inoltre, sono il veicolo con cui tessere relazioni commerciali, in particolare quando sono destinati alla creazione di nuove imprese. Ecco che, quindi, il Governo di Ankara ha in piano di tornare ad attirare investitori attraverso pacchetti che agevolino, tra le altre cose, l’impiego di dipendenti stranieri.

5. Turismo

Il Turismo, in particolare quello straniero, potrebbe essere pesantemente influenzato dalla situazione interna, in particolare alla luce dei recenti attentati. Già i dati del primo trimestre hanno fatto registrare il record negativo degli ultimi 17 anni (“Turismo Turchia, ad Aprile il dato peggiore da 17 anni“). La crisi con la Germania potrebbe influenzare anche il turismo tedesco anche se minimamente poiché può contare sulla presenza di 3 milioni di turchi.

Per sostenere il settore, il governo ha varato una serie di iniziative per incentivare il flusso turistico come, ad esempio, le agevolazioni sulle tasse carburante per i voli verso la Turchia e sostegni fino a 6.000 dollari per i voli charter che portano turisti stranieri. Sul fronte interno, il governo ha deciso di portare a 9 giorni i festeggiamenti della fine del Ramadan per incentivare il turismo interno.

Si stima, comunque, che l’attuale crisi potrebbe costare circa 15 miliardi di dollari al settore.

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