L’Arkas Sanat Merkezi inaugura questo nuovo anno con una bella ed interessante esposizione: una preziosa selezione di tappeti delle manifatture tardo imperiali dall’Arkas Carpet Collection.

In questi giorni bigi e piovosi sicuramente può essere una buona idea passare del tempo tra il calore tattile e visivo di questi pregevoli tappeti che illustrano la produzione delle manifatture tardo imperiali, in particolare quella di Feshane –i Hümayun, dove dal 1834, oltre alla produzione di indumenti per le uniformi militari, si diede il via alla produzione di meravigliosi tappeti, che si ispiravano nello stile e nei motivi alla tradizione rinascimentale ottomana o quella, ancora oggi vitale, di Hereke che incrementò la sua produzione nel XIX, sempre su impulso della corte di Istanbul che ne utilizzava i prodotti anche come doni di rappresentanza per sovrani stranieri o per celebrare eventi politici rilevanti. Tappeti eseguiti con materie prime di altissima qualità, prevalentemente seta ma anche lana talvolta annodati insieme a preziosi fili d’oro o d’argento con un ordito a trama fitta e una ricchissima gamma coloristica che va dal vaniglia al blu notte, al rosso cremisi o ciliegia, alle numerose sfumature dell’azzurro per giungere infine alle calde tonalità dell’oro per tratteggiare le iscrizioni in caratteri cufici nelle bordure.

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Un ampia sezione riguarda poi le manifatture dell’area di Kumkapi, un distretto di Istanbul dove la produzione di tappeti fu particolarmente fiorente a cavallo tra XIX e XX secolo, sono esposti esemplari dei più importanti maestri come Zareh Penymin o Gabaret Apelyan. In questi tappeti potente è il ricorso ai motivi di influenza safavide con inserti di piccole scene bucoliche di rara poesia e leggerezza.

Nella sfavillante bellezza di colori e motivi simbolici, l’insieme di questi manufatti artistici ci racconta la storia di un impero ormai sulla via del tramonto, lo sguardo volto allo stile classico dell’età dell’oro dell’arte ottomana, con grandissime capacità tecniche e una rielaborazione creativa di stili e motivi di un passato glorioso che si fa più intensa e personale nei grandi maestri come Zareh o Tosunyan.

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