La Turchia è una terra incredibilmente ricca di bellezze naturali e letteralmente immersa nel mito di mondi e storie lontane da cui tutti in fondo, in un modo o nell’altro, proveniamo. Può capitare che luoghi e sensazioni ti attirino, lasciandosi scoprire lentamente, senza i richiami del turismo di massa che privilegia solo alcuni percorsi, sicuramente di grande valore, di questo bellissimo paese.

Così una mattina d’agosto siamo partiti alla scoperta della costa egea settentrionale, un viaggio che percorre questo sinuoso lembo di terra, fatto di baie profonde e penisole dagli scorci mozzafiato, isolotti che sembrano piccoli petali portati dal vento vicinissimi alla terraferma con la presenza continua e imponente di Lesbo o Mitilini, la grande isola greca che, con il suo profilo scuro nella notte, racconta il senso di questi luoghi, eternamente legati e fusi, dal punto di vista naturale e culturale, dagli abori della civiltà. Sfidando il caldo torrido, siamo arrivati fino al sito di Troia (Truva), dove il mito della città della bella Elena riemerge pietra dopo pietra, nel fascino delle civiltà arcaiche che affiorando nelle nove città scoperte nella collina “ che guarda il mare”, come racconta Omero. Vicinissimo c’è la piccola isola di Bozcaada, conosciuta sin dall’antichità come Tenedos, descritta da Virgilio punto di partenza degli Achei per l’assalto finale a Troia, ed oggi una piacevole località di vacanza, con le sue chiare spiagge, i suoi vigneti che grazie al mix di sole e venti favorevoli da sempre offrono dei vini aromatici e di qualità, l’impronta greca del paese, con le sue case colorate, antichi monasteri ormai abbandonati, il castello e una cucina che sapientemente fonde gusti e sapori di culture diverse ma quanto mai affini.

costa egea - fig 1

Ritornando sulla terraferma e percorrendo la penisola di Biga, colpisce la dolcezza di queste campagne, dove campi arati e frutteti si alternano a piccoli e semplici paesini fino ad arrivare a Behramkale, sulla punta meridionale e protesa al centro di un ampio lembo di costa quasi completamente disabitato, con noi solo il blu abbagliante del cielo che si rispecchia nelle infinite sfumature verdi e turchesi di un mare bellissimo che riempiono il cuore.

costa egea - fig. 2

L’antica Assos, risalente al VIII secolo a.C. fu eretta sulla collina, dove oggi rimane traccia nel villaggio che circonda il sito con il tempio di Atena, rara testimonianza dell’influenza dorica sulla costa egea, purtroppo in buona parte ricostruito con materiali moderni ma la cui posizione mozzafiato che domina la costa merita senz’altro la passeggiata; salendo tra le bancarelle locali che offrono erbe e prodotti artigianali del luogo si notano poi le imponenti mura medievali e la bella moschea risalente al XIV con una struttura su pianta quadrata e eleganti decorazioni scultoree all’esterno. Alle pendici della collina il piccolo Liman, le cui antiche case di pietra sono state mantenute e riutilizzate come alberghi e ristoranti, possiede un fascino intatto, non deturpato, come succede quasi sempre, dalla modernità irruente di locali commerciali, case private o alberghi di lusso. Assaporare le prime luci del mattino, gustando una ricca Kahvalti tra qualche gatto impertinente con solo il rumore delle onde nel porticciolo è un’esperienza davvero unica e rilassante.

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… il sito con il tempio di Atena, rara testimonianza dell’influenza dorica sulla costa egea …
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… con solo il rumore delle onde nel porticciolo …

Scendendo ancora lungo la costa siamo stati rapiti dalla piccola isola di Alibey, collegata con una striscia di terra alla vivace cittadina di Ayvalik, ianch’essa ricca di quel mix greco-turco che caratterizza la regione. Alibey possiede innumerevoli piccole baie semideserte, soprattutto nella costa nord, bellissime case in stile coloniale tipico della fine del XIX secolo e antichi mulini per lo più abbandonati. La piccola cittadina di Cunda offre quel pizzico di vivacità, soprattutto alla sera che rende perfetta una vacanza, piena di locali e ristorantini sfiziosi e un piacevole lungomare dove passeggiare. Se poi siete attirati da questo particolarissimo incrocio culturale qui troverete due luoghi da non perdere assolutamente. Il primo è la bella chiesa ortodossa dedicata ai Taxiarches (gli arcangeli Michele e Gabriele) costruita nel 1873, quando la comunità greca sull’isola era fiorente e poi andata in rovina dopo il trasferimento coatto dei greci. Recentemente restaurata è divenuta un museo, Rahmi M. Koc Musezi, aperto nel 2014, e ospita pregevoli collezioni, da bambole a giocattoli, strumenti nautici e molto altro, anche se l’insieme degli oggetti, collocati con un horror vacui in ogni angolo della chiesa, non permette di assaporare realmente la bellezza architettonica dell’edificio.

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… chiesa ortodossa dedicata ai Taxiarches (gli arcangeli Michele e Gabriele) costruita nel 1873 …

Ma la vera chicca di questa isola si trova su una collinetta appena fuori il paesino, un complesso in pietra locale composto da un mulino addossato ad una piccola cappella con abside sul muro di fondo e tetto voltato, splendide finestre bifore ad arco acuto e una coppia di affreschi con San Demetrio e la Vergine con bambino di una naturalezza e maestria autentiche.

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… un complesso in pietra locale composto da un mulino addossato ad una piccola cappella con abside …

Anticamente faceva parte di un monastero bizantino costruito prima del XV secolo e dedicato a San Giovanni; divenne presto un punto di riferimento per religiosi e studiosi con una biblioteca che andò via via ingrandendosi. Caduta in rovina con la cacciata dei greci è stata anche’essa restaurata e riaperta con dedica all’ambasciatore turco Necdet Kent e a sua moglie Sevim, che donarono alla biblioteca la loro ricca ed antica collezione. Collegato alla biblioteca c’è un cafè dove poter gustare una buonissima limonata (per me uno dei must di quest’estate) o mangiare qualcosa coccolati dal un piacevole venticello su una terrazza panoramica che abbraccia la cittadina e la baia

Come tutti i bei viaggi aimè finiscono e tornando verso casa riportiamo con noi splendidi luoghi, mare pulitissimo e una cultura che fonde con orgoglio il presente con il passato, i minareti che chiamano alla preghiera ma anche le infinite sfumature di un’antica e ricchissima tradizione ancora forte e presente.

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