L'area del teatro romano di Kadifekale

Un teatro romano della capienza di 16.000 persone sarà riportato alla luce nel quartiere di Kadifekale a Izmir. L’operazione, finanziata dalla Città Metropolitana di Izmir, avrà un costo di 12 milioni di lire turche e contribuirà alla rivalutazione della storia della città che fu terra di greci e romani per molti secoli.

Della presenza del teatro si era a conoscenza già dai primi del ‘900 quando gli archeologi tedeschi Otto Berg e Otto Walter tra il 1917 ed il 1918 trovarono delle sezioni della struttura e del perimetro ma non potè essere riportata alla luce a causa dell’elevata edificazione della zona che, ora, grazie agli stanziamenti è possibile liberare.

L’area interessata dagli scavi è di quasi 13 mila metri quadrati ed attualmente è coperta da 164 lotti che saranno abbattuti per permettere il recupero dei resti del teatro che riveste una particolare importanza storica. Secondo fonti della storia antica, infatti, il teatro di epoca proto-cristiana sarebbe stato il luogo in cui l’Imperatore di Roma, durante il periodo del ritorno al paganesimo, fece subire il martirio a San Policarpo (a cui è dedicata anche una chiesa nel cuore di Alsancak). Inoltre, sempre secondo quelle fonti, il teatro sarebbe stato protagonista di scene tragiche della storia della città.

Kadifekale

Kadifekale (letteralmente in turco ” il castello di velluto”) è il nome della collina collocata nell’area urbana di Izmir ed allo stesso tempo dell’antica fortezza che domina la stessa collina. Sia la collina sia il castello erano note con il nome di Pago nei periodi pre-turchi e dai Greci anche nei tempi moderni. La cima dove si trova il castello è collocata a 2 km circa dalla costa e offre un panorama generale di un’ampia parte della città e del golfo di Izmir.

Le prime tracce dei muri difensivi costruiti qui sono attribuite a Lysimaco, successore di Alessandro Magno, che nel 306 A.C. divenne re di Tracia e dell’Asia Minore. Kadifekale è associata alla rifondazione di Smyrna da parte di Alessandro Magno, che spostò la vecchia Smyrna  un tempocollocata  su un colle all’angolo sud est del golfo.

Lo spostamento permise di cotruire una città nuova e più grande. Un’impresa che riecheggiò come leggenda per tutto il territorio. Pausania racconta, infatti, che Alessandro mentre riposava dopo la caccia sotto un albero posto vicino al santuario sulla collina delle due Nemesi adorate dagli Smirnioti, fu avvicinato nel sonno dalla dea [Nemesi] che gli disse di fondare la città in quel preciso punto, spostando gli abitanti dal precedente luogo. A seguito di quel sogno fu consultato l’oracolo di Klaros (dalle parti di Kuşadası) che rispose:

Tre e quattro volte felici saranno quegli uomini d’ora in poi, che dimoreranno a Pago, oltre il sacro Mele

Di lì la decisione di fondare la Nuova Smyrna. Gli scavi effettuati nella vecchia Smyrna sembrano confermare che, mentre Alessandro Magno era ancora in vita, i lavori di costruzione lì si interruppero mentre continuava l’edificazione del monte Pago.

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