Renzi in Turchia

Matteo Renzi arriva oggi in Turchia, dove si fermerà sino a Venerdì 12.  Il programma prevede l’arrivo del Premier ad Ankara dove alle 16.30 avrà l’incontro con il Primo Ministro della Repubblica di Turchia, Ahmet Davutoğlu, presso il Palazzo del Primo Ministro. A seguire (17.30 circa) incontro con la stampa, mentre alle 18.30 è previsto il meeting con il Presidente Erdoğan presso il Palazzo Presidenziale.

Venerdì, invece, Renzi sarà ad Istanbul per intervenire alle 10.00 al Business Forum presso il Wyndham Grand Levent Hotel.

In base a dati dell’Ice relativi al 2013, l’Italia è il quarto partner commerciale della Turchia su scala mondiale, dopo Germania, Russia e Cina. Lo scorso anno, l’interscambio è stato di 19,6 miliardi di dollari, in diminuzione dello 0,6% rispetto al 2012. Il saldo è negativo per la Turchia di 6,1 miliardi di dollari.

L’Italia è per la Turchia anche il quarto paese fornitore e il quinto cliente. Le voci principali dell’export italiano in Turchia sono quelle dei macchinari e delle apparecchiature, dei prodotti derivati dalla raffinazione del petrolio e dei prodotti chimici. Le principali voci dell’import sono invece autoveicoli e rimorchi, abbigliamento e prodotti tessili.

Renzi in Turchia, dimentica Smirne

Smirne, come spesso accade nelle visite istituzionali, anche questa volta è esclusa dal giro. Eppure la Perla dell’Egeo non è solo la terza città della Turchia per importanza ma secondo i dati AIRE, dopo Istanbul, con i suoi oltre 1000 iscritti, è la seconda circosrcizione per numero di Italiani residenti in Turchia, ben oltre i poco più di 200 di Ankara.

Oltre a questo, non vanno dimenticati i contributi italiani all’economia. Secondo un rapporto del Consolato d’Italia a Izmir datato 2005, sono 50 le imprese che operano nell’area Egeo di cui il 70% (39) ad Izmir e la socla città di Izmir genera un volume di importazioni dall’Italia di oltre 840 milioni di dollari e oltre un miliardo di esportazioni. I dati più recenti parlano di circa 80 aziende a capitale Italiano e, seppur in lieve calo, una bilancia di interscambio positiva per l’Italia.

Non vanno dimenticati, infine, gli investimenti di Ferrero, Luxottica e di Indesit (con i suoi 35 milioni di euro) che da sole hanno contribuito a fornire oltre 1.000 posti di lavoro all’economia locale. Cifra che sale in modo significativo se consideriamo tutto il panorama dell’imprenditoria Italiana. Non solo, Smirne è anche sede di marchi storici come Bianchi e, proprio qui, ebbe un importante stabilimento la Italcementi.

Vogliamo parlare poi di Seferihisar, appartenente alla Büyükşehir (Città Metropolitana) di Izmir e la prima città slow di Turchia che ha aderito all’italianissimo movimento Città slow?

E se i numeri, forse, non sono all’altezza di quelli di Istanbul, per quanto concerne l’apporto economico alla regione in termini di creazione di occupazione e di interscambi commerciali, visto anche l’elevato tasso di disoccupazione di Izmir, sembrerebbe doveroso da parte di qualsiasi rappresentante delle Istituzioni pensare ad una tappa anche nell’area Egeo considerando anche che ha una posizione maggiormente strategica per gli interscambi commerciali. Cosa che, evidentemente, non è stata dovutamente spiegata e sollecitata a Renzi.

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