Dal 6 Giugno Paypal chiuderà le proprie attività in Turchia. Ecco cosa sta avvenendo

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Paypal, il noto servizio di pagamenti on-line, cesserà la propria attività in Turchia a partire dal 6 Giugno. La società americana, infatti, non avrebbe ottenuto il rinnovo della licenza da parte delle autorità locali. Dopo il 6 giugno, quindi, non saranno più possibili operazioni dalla Turchia. Per questo motivo Paypal ha invitato i propri clienti a trasferire entro quella data gli eventuali depositi presenti nel loro conto.

Secondo i portavoce dell’azienda americana, sentiti dalla nota rivista di settore TechCrunch, la sospensione arriverebbe direttamente dall’Agenzia Turca di Supervisione e Regolazione Bancaria che richiede alle società che intendono operare in Turchia di avere il proprio sistema informativo sul territorio turco.

La stampa internazionale ha iniziato a fare illazioni sui veri motivi che possono aver portato alla decisione. Si sa, tuttavia, che quando si toccano i loro interessi gli Stati Uniti fanno quadrato e tollerano poco il fatto che le proprie imprese vengano messe all’angolo.

Sempre Techcrunch, infatti, chiude il proprio articolo ricordando che ad Istanbul è attiva Iyzico. Si tratta di una start-up di sistemi di pagamento on-line che, prima al mondo, ha firmato degli accordi per integrare anche il sistema bancario iraniano, oggi non coperto da Paypal, che permetterebbe l’accesso alle imprese turche ad un mercato potenziale di 400 miliardi di dollari.

Lo scorso anno Iyzico è stato finanziato con 6,2 milioni di dollari dall’International Finance Corporation, braccio operativo della WorldBank. Sempre lo scorso anno, secondo una nota stampa dell’azienda, Iyziko ha portato nel suo team proprio due manager provenienti da Paypal e tra le proprie referenze conta già grandi nomi quali Sahibinden.com, Asus, Bmw, Allianz e 10.000 utenti iscritti.

Secondo TUBISAD, l’associazione turca del settore informatico, nel 2014 Il settore dell’e-commerce è cresciuto del 35% a 18,9 miliardi di lire (circa 8 miliardi di dollari). Il sito tedesco di statistiche, Statista, stima che, entro il 2020, i ricavi dalle transazioni on-line ammonteranno a 11,5 miliardi di dollari. Gli acquisti in Turchia da parte di acquirenti esteri già oggi ammonta a 400 milioni di dollari all’anno e si stima che possano raggiungere i 3 miliardi annuali nei prossimi anni, secondo quanto riportato dal WorldStreet Journal che cita una fonte turca. Secondo il sito Datanyze, che monitora i sistemi di pagamento utilizzato da 818 siti turchi, Paypal avrebbe una quota di mercato pari all’89,59% in Turchia. Il dato, ovviamente, è parziale e deve essere considerato una stima non definitiva. Altre fonti parlano di quote del 60% ma a tal proposito Paypal non rilascia alcuna informazione.

Dunque c’è molta carne sul fuoco e nei prossimi anni la battaglia sull’online payment potrebbe farsi ancor più fitta.

Nel frattempo, su Change.org è partita una raccolta firme per chiedere che Paypal possa continuare ad operare [“Paypal Türkye’de Kapanması“]. La petizione, nel momento in cui scriviamo, in appena due giorni ha superato le 10.000 firme sulle 15,000 richieste.

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