Lotta dei cammelli - 03

Il Deve Güreşi (Lotta dei cammelli) è una di quelle manifestazioni che andrebbero viste almeno una volta. Non tanto per la lotta in sè (per nulla cruenta e violenta), bensì per poter entrare nello spirito e nella cultura della regione che, qui, si rivela in tutto il suo essere mediterraneo.

La manifestazione si tiene a Pamucak, ad un paio di chilometri dal sito archeologico di Efeso. Nota maggiormente per le sue spiagge, considerate tra le più belle di Turchia, Pamucak ha una importanza storica proprio legata all’antica EFES. Qui era collocato, infatti, il porto della città, parte dei cui resti ancora sono parzialmente visibili.

Proprio nelle vicinanze dell’antico porto, e con ogni probabilità sopra l’antica Pamucak, il Deve Güreşi prende vita ogni terza domenica di gennaio. Trovare il luogo è molto semplice. Arrivando, infatti, ben un chilometro prima del luogo, a bordo strada si iniziano a trovare posteggiate le automobili (provenienti da tutta la turchia occidentale) di chi non ha potuto trovare spazio nei parcheggi circostanti.

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In lontananza, a ridosso della collina, si intravede il brulicare di persone sedute sul pendio, ammassate le une a fianco alle altre, le colonne di fumo del mangal (barbecue) e chiara giunge la voce dello speaker intento a commentare la lotta in corso.

Appena entrati, si viene accolti da una continua fila di mercanti ambulanti e stand: chi vende bandane della manifestazione, chi prodotti tipici della zona e, inmancabili, i punti di ristoro dove si cucinano alla griglia carni e salsicce, ovviamente di cammello. Sulla sinistra, dove uno spazio verde accoglie le rovine di un antico deposito merci di epoca romana, in attesa del proprio turno ecco i primi cammellli, vestiti a festa con tessuti la cui fattura mescola stili greci ed ottomani.

La parte maggiormente interessante è quando si sale tra la gente sugli spalti naturali offerti dalla collina che, come un teatro grego, si affaccia sul “campo di battaglia”. Il numero di persone è ancora superiore a quanto ti puoi immaginare vedendo da lontano. Ammassati gli uni accanto agli altri, chi più chi meno, in particolare le persone anziane, indossando abiti della tradizione mediterranea: coppola, camicia bianca, stivale nero.

Professionisti veri e propri della festa. Ciascun gruppo dotato del proprio barbecue portatile a carbone su cui in continuazione (e per tutte le 2 ore che siamo rimasti lì) continuano ad essere messi polli, salsiccie e altri tipi di carne. Bottiglie di Rakı che si svuotano velocemente, tamburi e clarinetti che suonano musiche della tradizione popolari sulle quali ognuno a modo proprio interpreta il ballo tradizionale dell’Egeo. Seduti lì, in mezzo ai “fumi” delle griglie e ai suoni della festa, ecco che un gruppo di ragazzi seduti di fronte a noi inizia ad offrirci panini al pollo e rakı. Il tavolo a fianco al loro, ancora Rakı e frutta, coinvolgendoci nei loro balli e nella loro festa.

Credo che nessuno in quel momento stesse facendo attenzione alla lotta dei cammelli. Perché il deve güreşi è innanzitutto una festa e una rievocazione delle tradizioni della regione, un momento di comunità ed accoglienza.

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