Chissà se Dante ne conosceva esattamente la locazione quando, all’inizio del canto terzo dell’Inferno, si trovò nell’anticamera dell’Ade. Non lo sappiamo con certezza, anche se è probabile che si riferisse al Lago d’Averno.  Oggi, tuttavia,  sappiamo dove effettivamente è collocato il Cancello di Plutone, la porta dell’Ade che conduce agli inferi. Si trova in Turchia e precisamente ad Hierapolis, nella provincia Egea di Denizli.

“Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l’etterno dolore, per me si va tra la perduta gente. […] Lasciate ogne speranza, voi ch’ intrate.”
 La scoperta risale al 2013 ad opera di un team di archeologi Italiani, guidati dal prof Francesco D’Andria dell’Università di Palermo.Il ritrovamento è avvenuto mentre il team stava ricostruendo il percorso della fonte termale che da origine alle famose cascate bianche di Pammukale, meta ogni anno di circa 1 milione e mezzo di turisti.

Una volta trovato il “Cancello”, i ricercatori confermarono che da lì provenisse l’acqua sulfurea che da origine a quel spettacolare fenomeno naturale che riveste il monte di Hierapolis. Gli studi condotti hanno confermato anche quanto raccontato dal geografo greco Strabone: “Questo spazio è pieno di un vapore così nebbioso e denso che si può a malapena vedere la terra. Ogni animale che vi passa dentro incontra la morte istantanea”. Infatti, pare che le esalazioni sulfuree provenienti dal “cancello” siano altamente tossiche tanto che siano stati rinvenuti cadaveri di animali morti per averle respirate.

In prossimità della grotta, inoltre, è stato scoperto anche un tempio e dei gradini, situati al di sopra dell’entrata. Secondo le ricostruzioni, l’area era utilizzata per effettuare sacrifici animali al dio Ade e le persone potevano guardare i riti sacri di questi passaggi, ma non potevano raggiungere la zona vicino all’apertura, a cui potevano accedere solo i sacerdoti.

Pammukale, Hierapolis e il Castello di Cotone

Una cosa è certa. Gli antichi Greci e i Romani sapevano scegliere i posti in cui edificare e Pammukale non fa eccezione.

Le cascate bianche di Hierapolis sono frutto delle acque termali che sgorgano dalla cima del monte, scendono a valle depositando il calcare sulfureo sulla parete alta poco più di 150 metri creando un manto bianco e trasformando la collina in un vero e proprio castello di cotone.

Una passeggiata lungo tutto il costone permette di poter raggiungere la cima, a piedi nudi. Per rispettare quella formazione, infatti, è obbligatorio togliere scarpe e calzini. Durante la salita, si cammina in piccoli torrenti d’acqua calda e, di tanto in tanto, si trovano piscine naturali. Non è così raro, in particolare nelle stagioni più calde, trovare turisti in costume da bagno immersi in queste vasche.

Giunti in cima, si apre un secondo scenario, non meno affascinante del primo. Grazie agli interventi di restauro e al ripristino dell’ambiente, Hierapolis diventa un luogo adatto al relax, grazie alle aree verdi dove poter sostare. Un sentiero, pavimentato in pietra, permette di esplorare le varie zone della città. Così si incontra il Teatro Romano, il Tempio di Apollo, il Ninfeo, la Necropoli ei sopratutto, le piscine termali ancora oggi accessibili e utilizzabili.

Hierapolis, quindi, diventa una menta non solo per il turismo archeologico, ma anche per quello salutare e di intrattenimento. Una meta che merita le 20 TL del biglietto di ingresso grazie al quale è possibile trascorrere una giornata davvero particolare.

 

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