Izmir, chiusi 10 ospedali
Immagine: sondakika.com

E’ stato un sabato nero per molti pazienti del sistema sanitario privato di Izmir. In molti sono stati avvisati telefonicamente che i loro appuntamenti per visite, cure e interventi erano stati cancellati a causa della chiusura dell’ospedale.

Sono dieci, infatti, gli ordini di chiusura notificati ad altrettante strutture da parte della polizia. Nove ospedali collegati alla Şifa Universitesi (Buca, Gaziemir, Menderes, Göztepe, Palmiye, Basmane, il policlinico di Karşiyaka e il Centro di Riabilitazione e Cura Kaya Termal) e due strutture appartenenti alla Başkent Üniversitesi (il centro di applicazione e ricerca Zübeyde Hanım di Karşiyaka e il policlinico di Mavişehir)

Il motivo, secondo quanto riporta il quotidiano Milliyet, sarebbe l’esecuzione  da parte del Governatore di Izmir, di una disposizione di YÖK, lo Yüksek Örğretim Kurulu – Istituto di Alta Formazione, deputato alla gestione e coordinamento del sistema formativo universitario, secondo la quale le strutture non risponderebbero ai requisiti di formazione di medicina dettati dall’Istituto.

Avendo aperto le proprie filiali nel 2011, scrive il quotidiano Sabah relativamente a Şifa, gli ospedali hanno lavorato senza autorizzazione da parte di YÖK sino al 2014, quando ha ottenuto il permesso, dopo aver presentato la documentazione a dimostrazione che l’ospedale stava effettuando formazione. Permesso ritirato dopo una verifica dalla quale è emerso che effettivamente non veniva fatta formazione.

Un primo avviso sarebbe stato emesso dall’Istituto di Alta Formazione il 29 novembre scorso, comunicando che le strutture si sarebbero dovute adeguare entro il 6 dicembre, pena la chiusura. Autorizzazione che, a quanto emerso dai controlli effettuati dal Governatorato in collaborazione con la Direzione Locale per la Salute lo scorso 9, non sarebbe stata nemmeno richiesta e ciò nonostante le strutture risultavano essere ancora in attività, facendo scattare l’ordinanza di chiusura immediata da parte del Governatore.

Le polemiche e le reazioni

Sull’operazione si è subito sollevato il dubbio che essa sia stata un pretesto per colpire ulteriormente la Türk Tabipleri Vakfi, la fondazione socia della Şifa Üniversitesi, collegata al movimento di Fetüllah Gülen – definito ‘stato parallelo’ – che di recente è stata iscritta nello liste delle organizzazioni terroristiche e contro cui il governo di Ankara sta mettendo in atto dure azioni di smantellamento.

Aytun Çıray, deputato di Izmir per il partito di opposizione CHP, ha immediatamente criticato la decisione di chiusura degli ospedali, affermando che ad essere colpiti in realtà sono i pazienti:

“Ritenete che l’ospedale sia una organizzazione terroristica? Se sospettate che si stia commettendo un crimine in questo ospedale, aprite un’azione legale ma perché chiuderlo? Se ritenete che lavorasse in modo illegale, allora accusatelo per reato di negligenza”.

Çiray, inoltre, crede poco alla questione tecnica che ha portato alla chiusura degli ospedali:

“Yök (Istituto di Alta Educazione, Ndr) a Novembre ha preso la decisione che ‘non potrete fornire servizi sanitari nell’edificio senza una ulteriore decisione da parte di  YÖK’ e a dicembre il Governo fa chiudere l’ospedale. Nessuno mi può dire che si tratta di una questione tecnica. Chiudendo gli ospedali, in realtà punite i pazienti.

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