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Semplicemente imponente. I primi resti visibili del teatro romano di Kadifekale, che inizia a riemergere dal profondo del monte Pagos – laddove Alessandro Magno rifondò Smyrna – lasciano senza parole per le dimensioni delle mura ciclopiche che spuntano dal terreno.

Quella riemersa è solo una picolissima parte del teatro che dovrebbe esentendersi, secondo i rilievi, per oltre 11 mila metriquadrati e per cui sono stati espropriati, attraverso una procedura di acquisto, 175 palazzi. Gli archeologi inizieranno i lavori una volta che anche le ultime 15 costruzioni, su cui attualmente pendono dei ricorsi, saranno demoliti.

Secondo i dati lasciati da Otto Berg e Otto Walter, i due archeologi che nel 1917-1918 fecero i primi rilievi e planimetrie, il Teatro doveva essere in grado di ospitare 16.000 spettatori (il teatro di Efeso poteva contenere 24.000 persone). Per comprendere meglio cosa significa, basti pensare che, una volta riemersa, dovrebbe poter essere visto ad occhio nudo non solo da Konak (il distretto più vicino), ma anche da Karşiaka, Bostanlı e Bornova che si collocano qualche decina di chilometri da Kadifekale

Il Comune Metropolitano si augura di poter utilizzare in futuro il Teatro per attività culturali, così come avviene oggi per quello di Efeso. Ancora è presto per poter dire se i resti lo potranno permettere ma, a quanto è possibile intuire dalle prime immagini, sembrano in buono stato di conservazione.

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