“Il cielo di Maiolica Blu – Un’insolita storia d’amore con la Turchia” è un percorso sensoriale con cui l’autrice, Federica Giuliani, conduce il lettore alla scoperta della sua amata Turchia, descrivendo luoghi, colori, sapori e profumi di una terra ricca di storia e tradizione. Ne svela il carattere, i segreti, gli aspetti nascosti e le leggende: piccole e deliziose perle introvabili altrove. Nella speranza che la conoscenza aiuti a superare la diffidenza.

E’ una lettura piacevole, veloce dove, tra esperienze personali descritte con lo stile di un racconto di viaggio, si inseriscono informazioni sulla storia e la cultura del paese, come nel primo capitolo su “La Turchia e le donne” dove l’autrice ci spiega, appoggiandosi a fonti storiche, che l’utilizzo del velo islamico è controverso e che durante la vita di Maometto “non vi è nulla che testimoni un simile uso da parte delle sue numerosi mogli”.

l Cielo di Maiolica blu: Clicca sull'immagine per acquistare il libro
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Federica Giuliani è giornalista e fondatrice di Travel Globe, testata dedicata alla scoperta di luoghi e sapori. Figlia di viaggiatori, ha iniziato a esplorare il mondo già in culla. È cresciuta in mezzo ai libri e proprio da questi ha tratto il desiderio di conoscere terre e culture lontane. Viaggiando ha imparato a sperimentare nuovi tipi di cucina, ingredienti particolari e spezie inusuali; così si è appassionata ai sapori, ai profumi e alle genti del mondo. Come giornalista continua a viaggiare per raccontare, perché è convinta che la conoscenza aiuti a superare la diffidenza.

Federica Giuliani, autrice di Il Cielo di Maiolica Blu
Federica Giuliani, autrice di Il Cielo di Maiolica Blu

Il tuo primo viaggio in Turchia è stato a 7 anni, una età in cui è ancora difficile farsi una idea precisa. Ma quale è il ricordo che hai di quella tua prima esperienza?

Sono figlia di viaggiatori e da sempre sono abituata a osservare il mondo con occhi curiosi. Di quel primo viaggio in Turchia, ricordo soprattutto il mio stupore davanti alla Biblioteca di Celso a Efeso, l’accoglienza del popolo turco e la sensazione che sarei tornata in quei luoghi molte altre volte in futuro.

Nel libro dici, giustamente, che la Turchia è ancora oggi un paese che incute un certo timore, specie per gli italiani. Poi racconti due episodi relativi a tuo fratello e tua sorella che sembrano proprio confermarli. Ma allora è vero o no?

Gli episodi che racconto nel libro risalgono a più di trent’anni fa, quando i turisti in Turchia erano davvero pochi, e vogliono essere più che altro divertenti. Nessuno di noi si è mai sentito davvero in pericolo, anzi. Il popolo turco è tra i più generosi che conosca e, nonostante i pericoli esistano ovunque, anche nelle nostre città, si può avere fiducia in lui.

A quanto si può vedere nella mappa del libro, hai girato molto l’est del paese. Quali sono, se ci sono, le differenze con la “Turchia Occidentale”?

L’est della Turchia è molto più tradizionalista, rispetto alla più moderna parte occidentale. È agricolo e, spesso, i campi vengono lavorati ancora a mano. Essendo una zona ancora poco raggiunta dal turismo di massa, si riesce ad avere un rapporto più diretto con gli abitanti. Nel libro, ad esempio, racconto molti episodi accaduti da quelle parti: dal contadino che mi regala verdura fresca al custode del monastero che legge i fondi di caffè. L’est della Turchia è molto lontano dalle spiagge affollate della Costa Turchese, ma è forse la zona che preferisco per i panorami, il calore delle persone e le storie che può raccontare.

Fotografia: Federica Giuliani
Fotografia: Federica Giuliani

Hai mai visitato Smirne?

Sì l’ho visitata molti anni fa e anche di recente. Nel reportage che le è stato dedicato sul Magazine TravelGlobe, la racconto come una città rilassata, dove convivono storia antica e modernità. Izmir è facile da raggiungere dall’Italia ed è una buona base di partenza per scoprire la costa egea e i siti archeologici della zona.

Molti ritengono che la Turchia di oggi sia molto lontana dal paese di 20 ani fa. Alcuni dicono che ci sia stata una involuzione, tu cosa ne pensi?

Ogni volta che vado in Turchia – quasi ogni anno – la trovo un po’ cambiata, ma in meglio. Le migliorie nel campo delle infrastrutture e la modernizzazione nel settore agricolo, ne sono un esempio. È vero che il Paese di oggi non è quello di vent’anni fa, ma immagino che chi ne vede un’involuzione si riferisca alla situazione politica più che economica e sociale.

In questi giorni leggiamo molto di “morte della democrazia”, instaurazione della dittatura, ritorno del sultanato. Da giornalista e conoscitrice del paese, cosa ne pensi?

Come conoscitrice del Paese e giornalista, penso che sia un peccato gettare al vento tutto il lavoro fatto da Atatürk per il suo popolo. La situazione attuale, che vede una involuzione da stato laico a confessionale, è pericolosa per il Paese, che rischia di rimanere isolato dall’Europa e di frenare uno sviluppo necessario per guardare a un futuro più roseo.

Infine, qualche consiglio a chi vuole venire in Turchia…

La Turchia è un Paese che va conosciuto a fondo per essere apprezzato. Non nel senso che sia necessario trascorrervi lunghi periodi, ma che bisogna approfondire i luoghi per carpirne la vera essenza. Un week end a Istanbul non basta, insomma. Per entrare in sintonia con le sue tradizioni è bene parlare con la gente, trascorrere qualche ora in un negozio a bere çay, osservare i riti e assaggiarne i sapori. Per fare tutto questo, bisogna mettere piede su suolo turco senza pregiudizi, portando con sé solo una grande dose di curiosità.

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