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Sono fermi i lavori di Agorà, la città di epoca Romana nel cuore di Izmir ai piedi di Kadifekale e del monte Pagos, dove Alessandro Magno rifondò Smirne nel 333 a.c. La ragione, così come emerge da molte fonti, sembra essere la mancanza di fondi che, annualmente, il Ministero della Cultura e del Turismo assegna per i Lavori.

Una situazione che interessa non solo il sito di Agorà, ma anche il Teatro Romano di Kadifecale (leggi:”Riemerge il Teatro Romano di Kadifekale“), Yeşilova (Leggi: “Le origini di Izmir: Yeşilova Höyük“), Foça, Altınpark e Bayraklı, quest’ultima sede di Smirne prima della rifondazione della città da parte di Alessandro Magno. Gli archeologi non avrebbero ricevuto lo stipendio per sei mesi e, ancora oggi – stando a quanto riportato da Huriiyet Daily News – alcuni non starebbero ricevendo lo stipendio.

I principali sponsor degli scavi sono il Comune Metropolitano di Izmir, con il supporto della Camera di Commercio di Izmir e dei comuni locali. I fondi, come detto, sono forniti tramite un accordo a rinnovo annuale con il Ministero della Cultura e del Turismo ma il budget allocato al momento è sufficiente per coprire solo tre mesi di lavori e, quindi, è assolutamente bisogno di sponsor.

Il riemergere delle antiche rovine di Smirne è strategico per la città che sul turismo fonda buona parte della propria economia ed i ritardi negli scavi starebbe danneggiando il settore che, come rivelano i dati della Direzione locale del Turismo, sta soffrendo di una progressiva diminuzione di flusso turistico proveniente dall’estero.

Lo scorso Maggio Smirne ha infatti registrato un -7,83% di visite in meno rispetto lo stesso mese dell’anno precedente, sebbene i dati tendenziali segnino una ripresa se confrontati con il -11,03% registrato a Maggio 2014.  A segnare il record negativo sono i visitatori provenienti dall’Italia in calo del -60,42%. In forme minori, ma comunque significative, sono diminuiti anche i visitatori provenienti da Germania (-2,94%), Francia (-37,19%) e Inghilterra (-7,02%), sebbene i quattro paesi europei siano ancora i maggiori contributori del turismo estero della città.

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