Il crescente interesse di Izmir sulla mobilità alternativa, ed in particolare la bicicletta, entra in una nuova fase e punta alla integrazione della Turchia all’interno del circuito Eurovelo, la rete ciclistica europea voluta e gestita dalla Europan Cyclists Federation.

I percorsi di Eurovelo (Fonte: www.ilturista.info)

Il 9 settembre il Comune Metropolitano di Izmir, infatti, presenterà a Bruxelles un piano strategico di sviluppo che conterrà tre percorsi:

1. Ceşme Iskele- Urla İskele (Klazomenai). Lunga 77,5 Km, la tratta collegherà il porto di Çeşme con quello di Urla. Partendo dal porto di Urla il percorso utilizzerà strade a basso traffico, in molti tratti sterrate, che porteranno il visitatore attraverso i paesi della penisola tra mare (Alaçatı, Çeşme, ecc.) e antichità (Erythrai, Klazomenai)

2. Urla İskele – Ürkmez (Lebedos). Il secondo percorso coprirà 61,5 chilometri. Partendo da Urla Iskele, dove finisce la prima tratta, il percorso porterà il ciclista attraverso Seferhisar, la prima città slow della Turchia, visitando siti archeologici come la ionica Teos fino alla antica città di Lebedos.

3. Ürkmez (Lebedos) – Selçuk (Efeso). Ultimo ma non meno importante il collegamento tra Lebedo ed Efeso, entrato nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Il percorso di 52,5 km includerà, oltre la città turistica di Kuşadası, anche siti archeologici come Claro, sede dell’oracolo di Apollo da cui Alessandro Magno fu ispirato per la rifondazione di Smirne, e Nozio, spesso citata nelle Storie di Erodoto.

Il progetto è supportato da una campagna di sensibilizzazione e promozione iniziata il 24 luglio con l’iniziativa “NowWeBike – Tour in Bicicletta oltre I confini dell’Europa” (Şimdi Bisiklet Zamanı (NowWeBike) Avrupa Sınır ötesi Bisiklet Turu”). Un team di quattro volontari faranno un viaggio attraversando 13 paesi e utilizzando 8 percorsi differenti del circuito Eurovelo per arrivare a Bruxelles il 9 settembre, dopo 2700 chilometri, e consegnare il piano strategico di sviluppo alla European Cyclists Federation che, il 29 Luglio, il sindaco Aziz Kocaoğlu consegnerà al Coordinatore Nazionale di EuroVelo, Feridun Ekekçi, in Piazza Konak in occasione dell’Evento Şimdi Bisiklet Zamanı (NowWeBike).

Eurovelo e Izmir, una unione possibile?

EuroVelo nasce alla fine degli anni novanta come un progetto politico-culturale di integrazione dei paesi dell’unione europea attraverso la creazione di una rete di percorsi ciclistici interconnessi, talvolta usufruendo, laddove possibile, quelli già esistenti o creandone di nuovi. Oggi la rete Eurovelo è composta da 45.000 chilometri di percorsi ciclabili e molte migliaia sono in fase di pianificazione, portando la stima finale della rete, una volta completata, a 70.000 chilometri.

Entrare a far parte della rete Eurovelo rappresenta non solo l’adozione di nuovi comportamenti e nuovi approcci alla mobilità, lo sposare nuovi stili di vita più a misura d’uomo, ma anche la possibilità di accedere ad un mercato, come quello del cicloturismo, che solo in Italia ha un potenziale di 3,2 miliardi di euro sui 7 miliardi stimati direttamente dalla ECF.

Per Izmir l’accesso a questo circuito significa cogliere entrambe le opportunità. Da un lato rafforzare ulteriormente l’impegno verso una mobilità maggiormente sostenibile (vedi investimenti in trasporti ma anche specifici sulla ciclabilità), dall’altro arricchire la propria offerta turistica e intercettare un nuovo segmento di turista che viaggia a cavallo delle due ruote in un momento in cui il turismo sembra far fatica a decollare, anche a causa del quadro politico nazionale e regionale.

La questione è, ora, se Izmir riuscirà ad ottenere il bollino Eurovelo. Secondo quanto riportato dalla documentazione ufficiale della European Cyclists Fedration, vi sono requisiti tecnici e generali. Sul fronte tecnico, relativo alle infrastrutture (strade asfaltate e non, livelli di traffico, pendenze e dislivelli, ecc.), sebbene non in modo semplice, realizzando i giusti percorsi si può trovare soluzione. Sul fronte dei requisiti generali, invece, potrebbero sorgere alcuni problemi indipendenti dall’amministrazione.

In primo luogo, i percorsi proposti devono appartenere al piano nazionale o regionale dei paesi coinvolti, quindi richiedendo che i percorsi siano frutto di una pianificazione già in atto. A questo si aggiunge che i percorsi devono coinvolgere almeno due paesi ed essere lunghi almeno 1.000 chilometri: i progetti anticipati sono locali e coprono poco più di 190 chilometri. Dovendo coinvolgere due paesi, la scelta più logica sembrerebbe, per posizione, la Grecia da cui dipende fortemente l’approvazione o meno del collegamento.

L’adesione a Eurovelo da parte di Izmir, quindi, non è legata solo alla volontà della città ma dipende in buona sostanza da una componente politica nazionale e internazionale su cui, al momento, pesa il veto della Grecia che sembrerebbe poco disponibile ad accettare l’ingresso della Turchia all’interno della rete europea di itinerari

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