database cinema turco

A partire da giugno il cinema turco avrà il suo database online. Si tratta di un progetto online che mira ad organizzare e conservare la storia del Cinema Turco, dall’Impero Ottomano ad oggi.

Promosso dalla Fondazione per le Scienze e le Arti (BİSAV) e dal dipartimento Cinema TV della Istanbul Şehir University, che assieme stanno catalogando tutto il materiale disponibile, il  progetto prevede la digitalizzazione di tutti i materiali audio, video e scritti relativi al cinema turco con lo scopo di rendere disponibile i 100 anni di storia del cinema nazionale non solo a ricercatori e studiosi, ma anche alle future generazioni.

L’archivio sarà accessibile online tramite il sito www.tsa.org.tr che renderà consultabili decine di migliaia di titoli sotto diverse categorie quali film, persone, libri, interviste e tesi. A questo scopo sono state digitalizzati 3.000 numeri di 60 riviste di cinema mantenute dalla Taksim Atatürk Library e dalla Beyazıt State Library e oltre 5.000 locandine originali conservate alla Beyazıt State Library.

Il Cinema Turco

Il Cinema fece la sua comparsa nella Turchia Ottomana nel 1896, un anno dopo la sua creazione ma i tentativi di conservare le prime registrazioni e fonti del cinema Turco – come si legge nella introduzione del progetto – iniziarono molto dopo con una evidente difficoltà nell’accedere a queste fonti di cui molte sono andate perse e le poche rimaste avevano subito un pesante deterioramento.

Le produzione cinematografiche in Turchia furono discontinue fino agli anni ’50 e la maggior parte di essere erano di case di produzioni estere. È a partire dagli anni 50 che questo settore prese a svilupparsi internamente. A Istanbul, nella zona di Beyoğlu, fu aperto Yeşilçam, uno stabilimento cinetografico che arrivo a produrre tra i 250-350 film all’anno fino agli anni 70, quando l’avvento della Televisione iniziò a mettere in crisi il settore.

Il cinema della mezzaluna si cimentò in quegli anni in molti generi quali il western, il poliziesco, l’erotico e l’horror.  Proprio negli anni 50, sulla scia delle produzioni Hammer Films dedicate al signore dei Vampiri, anche la Turchia produsse la propria versione di Dracula ambientata ad ISTANBUL.

Oggi  il cinema Turco sembra avere una nuova spinta cimentandosi e ottenendo ottimoirisultati di critica e commerciali nel cinema d’autore (uno per tutti, Nuri Bilge Ceylan, regista di Bir Zaman Anadolu’da), nei blockbuster in stile americano (come Çanakkale Yolun Sonu) e nei film di genere, in particolare horror, dove giovani autori si cimentano nelle Ghost Stories e possessioni in chiave mussulmana.

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