di Silvia Iannuzzi

Museo Antalya
Foto: Silvia Iannuzzi

Antalya e i suoi colori in un caldo fine settimana di ottobre, come non farsi rapire da un mare turchese che mostra tutte le sfumature luminose che la natura gli ha concesso e da una brezza che profuma di gelsomino le passeggiate serali tra i vicoli di Kaleiçi, la città vecchia. Qui curiosamente sono i gatti con i loro sguardi sornioni ad accoglierti, mollemente adagiati sugli scalini delle botteghe di souvenir e spezie, o arrampicati sui muri ricoperti di fiori, quasi a ricordarti che il senso vero di questo luogo corre lontano dal turismo di massa o dalla movida serale, e va cercato con curiosità personale e attenzione ai dettagli nascosti…

Con questo spirito, in un afoso pomeriggio, ci siamo avventurati alla scoperta del museo archeologico della città, un vero gioiello dove sono conservati reperti preziosi, provenienti dalle antiche città della Licia e della Pamphilia. Il museo, abbastanza ampio, si divide in 13 sale, collocate su due piani e ha un gradevole antiquarium nel giardino centrale dove è allestito un punto ristoro con tavolini che affacciano su un viale di alte palme e possenti sculture di leoni. Le sue collezioni spaziano dal Paleolitico fino alle suggestive testimonianze bizantine provenienti dalla Basilica di San Nicola a Myra (oggi Demre), testimoniando la preziosa stratificazione culturale e artistica di questa regione. Passeggiando per le sale dalle pareti a colori pastello l’occhio si perde tra la serie di ritratti di epoca romana e la collezione di sarcofagi dove le decorazioni scultoree di età romana nulla hanno perso del pathos chiaroscurale dell’arte ellenistica.

L’impatto emotivo più forte però lo riserva la Sala degli Dei, dove, con una ricostruzione precisa ed accurata, sono esposte le statue monumentali provenienti dalle gallerie del teatro di Perge: dall’imperatore Adriano alle numerose divinità dell’Olimpo. Un effetto di possenza e grandiosità che si alleggerisce nella veduta centrale della sala dove una affascinante danzatrice, avvolta in drappi che paiono ondeggiare leggeri sul suo corpo, sfruttando anche un sapiente uso della bicromia del marmo, cattura l’anima e ci guida verso il gruppo delle tre grazie sullo sfondo, il cui equilibrio di movimenti e sguardi è da sempre, nella sua assoluta perfezione, una delle più riuscite invenzioni iconografiche dell’antichità.

Una ricca ed interessante collezione di numismatica antica, assieme ad una bella selezione di tessuti di produzione anatolica completano l’offerta di un museo che merita sicuramente una visita: ritagliandosi il tempo necessario, lontani dai tour all inclusive, lasciando che il silenzio del luogo faciliti lo scambio e la comunicazione emotiva tra voi e le opere d’arte.

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