Il SI trionfa in Turchia con percentuali diametralmente opposte rispetto al dato complessivo. Nella penisola anatolica Anatolica il SI ottiene il 59,98% contro il 40,2% del NO.

Bassa l’affluenza al voto. Sui 4.175 elettori che potevano esprimere il voto nel paese, solo 1.752 ossia il 41,96% ha effettivamente votato. Le schede Bianche sono state 8 (0,45%) mentre le nulle 125 (7,13%).

Ciò nonostante l’affluenza dalla Turchia è stata quasi il doppio rispetto a quella globale superiore a quella media della circoscrizione Estero dove, sugli oltre 4 milioni di elettori (4.052.341 precisamente), solo il 25,14% 30,75% (ovvero 1.246.342 persone) hanno espresso il proprio voto, di cui il 64,70% a favore della riforma e il 35,30% contro.

La netta vittoria del SI all’Estero, ha colto di sorpresa alcuni gruppi Facebook degli Italiani all’Estero, che in precedenza si erano espressi in modo critico sulla riforma, aprendo il dibattito sui motivi del risultato.

“Gli italiani all’estero in pianta stabile – si legge in un commento del gruppo Movimento Italiani Residenti all’Estero – non vogliono giudicare il sistema, ma solo il merito. Nel merito la riforma era giusta, ma e’ stata scritta in maniera da diventare una porcata”. Altri hanno accusato una sostanziale assenza del fronte del NO e una “invasione”, invece, sul fronte del SI.

Nei giorni precedenti la consultazione, la circoscrizione estero è stata oggetto di forti polemiche e attacchi da diversi fronti politici. L’accusa: la facilità con cui il voto potesse essere manipolato. Le schede, infatti, arrivavano prive di timbro ministeriale e questo, secondo i critici, avrebbe permesso una facile sostituzione delle schede durante le operazioni di raccolta delle stesse.

 

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